Sono nato a Palermo, e Palermo è la città in cui vivo, quella a cui sento di appartenere. E vederla negli anni prima depredata e saccheggiata, poi immiserita e abbandonata, mi ha spinto ad essere, più che un semplice cittadino spettatore, un cittadino “militante”. In questi anni, l’amministrazione comunale ha fallito il proprio compito. Completamente.
REFERENDUM: Monarchia o Democrazia? Delega o Partecipazione?
Mi dispiace, ma io se vince il RE di Orlandia, che avrà il 60% del consiglio con una lista di suoi fedelissimi sudditi, che rappresentano appena il 4% dei cittadini palermitani aventi diritto al voto, a fronte di una opposizione che avrà il rimanente 40% di seggi, ma che ha ricevuto preferenze pari al doppio dei consiglieri di Orlando, me ne andrò da Palermo, anzi da Orlandia. Me ne andrò perchè credo che la responsabilità di amministrare questa città se l'era presa una grande quantità di cittadini liberi dai partiti, con tanta voglia di partecipazione, spirito di squadra, tutti volontari, non pagati da nessuno, animati dalla voglia di essere protagonisti di un cambiamento, nella direzione di un governo partecipato della città. Orlando rappresenta la direzione opposta, con la sua presenza di deus ex machina che "lo sa fare", evocando nostalgie retrò e imponendosi come una figura verticistica, egocentrica, contrapposta al noi della squadra di Ferrandelli. Rappresenta una politica vecchia, quella di sempre, magari meno peggio di altre, per alcuni migliore, ma assolutamente inadeguata a rappresentare un cambiamento radicale e a coinvolgere la gente alla partecipazione. Senza il fiume di soldi che ha speso, e senza i media al suo fianco, Orlando non avrebbe avuto dove andare contro un esercito di soldati volontari. Lui, con i suoi bravi mercenari, può permettersi di controllare la propaganda, a differenza nostra.
Dopo l'imbarazzante esito (per il professore, si capisce) del confronto fra i candidati a sindaco di Palermo, la stampa tutta ha operato un livellamento dei due, sulla base di una apparente identità di programmi (senza specificare che quello di Ferrandelli risale ad almeno un anno fa, quindi antecedente alla candidatura "last minute" del sindacolosafare e sa copiaincollare).
La propaganda orlandiana punta all'obiettivo di far sì che, chi non ha potuto seguire di presenza il confronto, si trovi a preferire l'anziano (per una presunta maggiore esperienza).
Dall'incontro, invece, è emersa con evidenza la cura dei dettagli e la conoscenza specifica di tutti i dati e tutti i fatti più recenti da parte del candidato giovane, derivante da una presenza continua a Palermo negli ultimi 10 anni, che al professore manca.
Chi ha presenziato all'incontro, infatti, non ha dubbi: Ferrandelli lo sa fare, Orlando non conosce la Palermo di cui parla, con il solito abuso di retorica e il solito sfoggio di citazioni colte. Una signora anziana, alla fine dell'incontro ha esclamato: "Orlando avrà anche una grande cultura, ma Ferrandelli è uno che sta fra la gente, un ragazzo del popolo".
Ma come se non bastasse la suddetta tecnica livellatrice operata dai media, la propaganda orlandiana ha tirato fuori un nuovo asso dalle sue carte truccate. Tutti i presenti hanno potuto apprezzare il momento della stretta di mano "a sorpresa" voluta da Ferrandelli che, alzandosi, è andato incontro al suo avversario.
“E’ ora che il Comune di Palermo si avvalga, come previsto dalla legge, delle proprie risorse interne per la riscossione dei tributi locali. Stop alla Serit.” E’ quanto afferma oggi Massimo Merighi, candidato al consiglio comunale con la lista Ora Palermo e presidente dell’associazione Bispensiero, già in passato promotore di iniziative legali a tutela dei cittadini, culminate con l'eliminazione delle ZTL e la restituzione ai palermitani delle somme pagate e non dovute per l'illegittimo aumento della TARSU. “E’ vergognoso, particolarmente in tempi difficili come quelli attuali, che un comune con tutte le competenze e le professionalità come il nostro non gestisca direttamente il servizio di riscossione, come previsto dalla legge 106/2011. “Tra l’altro” continua Merighi “i disservizi della Serit sono sotto gli occhi di tutti. Cittadini costretti a fare file disumane, davanti ai cancelli, già dalle tre di notte. Cartelle pazze e richieste di pagamenti già effettuati. Non solo non viene rispettata la carta dei servizi ma non vengono neppure rispettati i più elementari adempimenti di legge per quanto riguarda le notifiche. Con l’ovvia conseguenza che i tribunali, accertata l’illegittimità delle stesse, ne dichiarano la nullità. Mentre il livello di evasione continua a crescere senza che venga posta in essere una strategia efficace di recupero. “E, infine, è inaccettabile che i palermitani, specialmente in un momento di grave crisi economica, debbano essere vessati, qualora non paghino entro i regolari sessanta giorni, con more, aggi e sanzioni sproporzionate, nell’ordine di circa il 50% dell’importo, di cui solo il 4% è imputabile al Comune come interessi legali. “Del resto, già altri comuni italiani hanno deciso di non avvalersi di Equitalia, il corrispettivo della Serit nel resto della penisola. Il segnale di discontinuità con le passate amministrazioni passa attraverso il rispetto e la tutela dei diritti dei cittadini, che in questo caso, come spesso accade, significa anche un notevole risparmio per le casse comunali. “Ci siamo riusciti contro l’illegittimità delle Ztl, contro l’illegittimità dell’aumento della Tarsu, ci riusciremo di nuovo, questa volta dall’interno delle istituzioni. E’ ora che la Serit diventi un brutto ricordo del passato.”
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Le politiche dei cittadini e la partecipazione popolare all'interno del Consiglio Comunale. Bispensiero: le battaglie civiche approdano in Consiglio. Fabrizio Ferrandelli espone il Programma. Riprese video Vincenzo Bronzino.